Ti avevano detto: “Devi avere un piano.”
Sciandà.
Ti svegli già tardi,
il telefono è morto.
Il caffè sa di pioggia,
hai parcheggiato al porto.
La gente ti supera,
ti suona da dietro.
Tu cerchi la calma,
ma trovi solo il vetro.
Il capo ti scrive:
“Mi serve per ieri.”
Tu guardi il messaggio,
poi guardi i pensieri.
Sciandà.
Hai scelto la fila
che non va mai avanti.
Quella accanto corre,
la tua conta i santi.
Hai detto “tranquillo”
nel modo peggiore.
Adesso ti fissano
con grande rancore.
Il conto è salito,
il saldo è già sceso.
Ti chiedono tutto,
tu hai già dato il peso.
Sciandà.
Tutto sembra enorme
finché gli dai retta.
Poi gli volti le spalle
e riprendi senza fretta.
Sciandà!
Se gira bene,
bene così.
Se gira male,
non resto lì.
Sciandà!
Faccio un respiro,
guardo più in là.
Il mondo fa rumore.
Io dico: Sciandà!
Sciandà!
Se gira bene,
bene così.
Se gira male,
non resto lì.
Sciandà!
Faccio un respiro,
guardo più in là.
Il mondo fa rumore.
Io dico: Sciandà!
Sciandà! Sciandà!
Troppo rumore?
Sciandà! Sciandà!
Sciandà!
Domani vediamo.
Sciandà!
Hai messo un messaggio
nel gruppo sbagliato.
Hai fatto silenzio,
ma ormai l’hanno salvato.
Lei dice: “Parliamo.”
Tu sai già la trama.
Quaranta minuti
per perdere la calma.
Ti giudica quello
che vive di filtri.
Ti spiega la vita,
ma non lava i bicchieri.
Sciandà.
Non tutto si aggiusta.
Non tutto si sa.
Ma tutto si sgonfia
se dici: Sciandà.
Sciandà!
Se gira bene,
bene così.
Se gira male,
non resto lì.
Sciandà!
Faccio un respiro,
guardo più in là.
Il mondo fa rumore.
Io dico: Sciandà!
Hai perso il treno?
Sciandà!
Ti hanno detto no?
Sciandà!
Parlano di te?
Sciandà!
Domani è lunedì?
Sciandà!
Sciandà!
Se gira bene,
bene così.
Se gira male,
non resto lì.
Sciandà!
Faccio un respiro,
guardo più in là.
Il mondo fa rumore.
Io dico: Sciandà!
Sciandà!
Se cambia tutto,
Sciandà!
Se non cambia niente,
Sciandà!
Avevo un problema.
Adesso ne ho uno meno.
Sciandà!